di Gaetano Scarpello

Sara Cannizzaro, Brand ambassador di Fratelli Branca distillerie ci racconta il ruolo della donna nel
mondo del beverage e il connubio secolare tra donne e Fernet.
Sara muove i suoi primi passi nel mondo del bar a Caltanissetta, la sua città natale, all’età di
diciassette anni. Si appassiona a questo lavoro durante il suo percorso universitario, lavorando in
giro per la Sicilia: Ortigia, Catania e Taormina sono le tappe principali del suo percorso. É a
Catania, però, che esprime al meglio il suo potenziale. L’apice della sua carriera è l’assuzione
presso Fratelli Branca distillerie, azienda storica e di scala globale, in qualità di brand ambassador
del sud Italia ( Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata).

In base alla tua esperienza, cosa ci dici del ruolo della donna nel mondo del beverage?

“Il ruolo della donna nel mondo del bar è abbastanza affermato. In passato però non era così,
dipendeva dal fatto che le donne non erano ben viste per alcune tipologie di lavori, soprattutto
quelle tipologie in cui bisognava stare a contatto con gli uomini e avere orari scomodi, quello del
bartender era uno di questi.
Gli uomini erano gli avventori più frequenti nei bar, le donne non potevano andavano a bere,
proprio per usi e costumi del passato, che per fortuna non ci appartengono più. Possiamo dire,
quindi, che a livello storico c’è un motivo per il quale oggi ci trasciniamo qualcosa del passato,
anche se parliamo dei primi del novecento. Ai giorni nostri, il ruolo della donna nel bar non nutre
grande differenza con quello dell’uomo, se non per quella legata all’essenza di una donna, ovvero
quel tocco di femminilità o la cura dei dettagli tipici del sesso femminile, che possono essere
piacevoli sia per i clienti che per il titolare stesso”.

C’è un legame secolare tra donne e Fernet Branca, ce ne parleresti?

“Esistono due tipologie di legame storico tra Fernet Branca e le donne, uno riguarda la
miscelazione, l’altro è legato all’arte.
Il legame con la miscelazione si rifà obbligatoriamente alla figura della cosidetta “Coley”, ovvero
Ada Coleman. Questo legame nasce nell’era del proibizionismo, intorno ai primi del novecento,
quando Ada diventa Bar manager del famoso cocktail bar del Savoy Hotel di Londra, di cui sarà a
capo per un ventennio. La sua fama e la sua immortalità sono dovute al fatto che rappresenta la
prima donna di successo in un ambiente prettamente maschilista, la sua figura fu talmente forte
da sconfiggere lo scetticismo generale, affermandosi in un epoca difficile per le donne. In base
ad un censimento sulla popolazione lavorativa americana, i bartender uomini negli Stati Uniti
erano 55.660 rispetto alle donne che arrivavano a 147.
Il mito di Ada si è strutturato nel tempo con la storia del famoso Hanky Panky, il primo drink noto
associato ad una donna, e che tra gli ingredienti prevede il Fernet Branca. Nacque un giorno al
Savoy, venne creato per l’attore vittoriano Sir Charles Hawtrey, che era un cliente abituale. Quel
giorno le chiese di preparargli qualcosa “ With a punch in it” ( con un pugno dentro), una cosa

forte e di carattere, e lei decise di preparargli questo drink a base di Gin, Vermouth rosso e Fernet
Branca. Quando glielo servì lui esclamò questa espressione: “It is an Hanky Panky” ( Questo è un
imbroglio, un colpo di teatro), perché gli piacque talmente tanto che lo colpì particolarmente.
Putroppo il mito di Ada è legato solo a questo drink, la sua fortuna e allo stesso tempo sfortuna
risiedette nel fatto che il suo successore, Harry Craddock, figura importantissima del mondo del
bartending, peccando forse di maschilismo, nel libro che scrisse, il Savoy Cocktail Book, non riportò
nessuna delle ricette che resero al tempo Ada famosa, a parte appunto l’Hanky Panky”.


… e del legame con l’arte di cui parlavi?


“A partire dagli anni 80 dell’ottocento, in piena Belle Époque, fino agli anni dieci del nuovo secolo,
si sviluppò la cosiddetta età d’oro del manifesto italiano, epoca di fioritura artistica in ambito
grafico: Fratelli Branca distillerie ne fu protagonista, in qualità di committente. La figura della
donna in calendari, quadri, raffigurazioni e stampe è al centro dell’attenzione, l’uomo non è quasi
mai presente e solo in alcune occasioni viene accostato alla figura della donna.
La scelta risiede sul target di riferimento dei prodotti della casa, ovvero Fernet Branca, che veniva
considerato una prerogativa del genere maschile. In questo modo, la scelta dell’indirizzare
l’attenzione sulla donna, mira a sfatare questo mito”.


Infine, esistono drink da donne o è un modo di dire ormai superato?


“Secondo me non esistono drink da donne o da uomini, sempre per il discorso di cui ho parlato in
precedenza, ma è vero che ognuno di noi ha delle preferenze. Quello che esiste invece è la
maturità degustativa, che ti spinge su gusti più o meno strutturati, e dipende dalle esperienze che
ognuno di noi fa nella propria vita: è questo che ti porta a preferire una nota più acida o più dolce,
rispetto ad una amara o ad una più delicata, e viceversa.
Il nostro Carpano bitter, ad esempio, nasce per rispondere alle diverse esigenze della clientela e lo
identifichiamo con la donna, il che non significa che sia un prodotto per le donne, anzi. Questo
prodotto nasce con l’intento di soddisfare i palati più disparati, grazie alla sua versatilità, riuscendo
ad essere bitter ma allo stesso tempo delicato e profumato, un’pò come le donne”.