di Giulio Scarantino

All’alba del 2 Giugno 1981 ci lasciava Rino Gaetano all’età di 31 anni, oggi 29 ottobre 2020 ne avrebbe compiuti 70. Da quella maledetta Via Nomentana di Roma, veniva trasportato al suono dell’ambulanza in fuga dal suo destino. Nel rimbalzo tra un ospedale e l’altro perdeva la vita e la sua sfida con il fato, con una morte tanto simile ad uno dei suoi inediti “La Ballata di Renzo“.

Per un gioco del destino o una regola del contrappasso, portato via da quella sua intima maledizione. La capacità di leggere attraverso l’anima di un Paese, di saper interpretare i tempi e soprattutto di profetizzare quelli futuri.

Non una semplice caratteristica dell’artista precursore dei tempi, ma ascoltando i brani e le atmosfere fantastiche sembra quasi  un vero e proprio “potere onirico” celato nell’ironia, nel no sense e nel suo malinconico sorriso.
La capacità di dissacrare tutte le vicissitudini storiche del paese con giochi di parole e di suoni, con citazioni e nomi deformati, in un paese dove la razionalità si confonde con l’irrazionalità, il senso con il non senso.

È così che ascoltando il brano “Fabbricando Case”, sembra di sentirlo oggi, sfuggito dal suo destino. Ad urlare cinico le storture di questo paese, la diseguaglianza e la brutalità dell’uomo nella tragedia.

Fabbricando case
Ospedali casermoni e monasteri
Fabbricando case
Ci si sente più veloci e più leggeri.
Sub-appalti e corruzione, bustarelle da un milione.

Così che Rino sembra ancora vivere, denunciando l’ipocrisia di chi sfrutta i momenti di sofferenza del paese per arricchirsi. Con la seconda voce di De Gregori ad accompagnare il brano, sembra parlarci oggi degli scandali della sanità, degli ospedali, scuole e caserme costruiti in fretta e furia per mantenere imperi familiari. In realtà il brano è riferito al caso Sindona scoppiato in quegli anni e alla collusione di una politica che a quei tempi era democratica e cristiana, ma anche ad un Italia che non cambia mai:

Fabbricando case
Ci si sente vuoti dentro il cuore
Ci si sente vuoti dentro il cuore
Dopo vai dal confessore
E ti fai esorcizzare
Spendi per opere assistenziali
E per sciagure nazionali
E ti guadagni l’aldilà
E puoi morire in odore di santità
Fabbricando case

Ad ascoltare oggi sembra ancora vivo e forse perché anche se “neanche al cimitero c’era posto” (cit. La Ballata di Renzo),  per le sue parole nella nostra memoria ci sarà sempre rifugio.

Fonti: Rare Tracce, Ironie e Canzoni di Rino Gaetano. Autrice Silvia D’Ortenzi. Edito SongBook