di Giulio Scarantino

All’alba del 2 Giugno 1981 ci lasciava Rino Gaetano. Da quella maledetta Via Nomentana di Roma, veniva trasportato al suono dell’ambulanza in fuga dal suo destino. Nel rimbalzo tra un ospedale e l’altro perdeva la vita e la sua sfida con il fato, con una morte tanto simile ad uno dei suoi inediti “La Ballata di Renzo“.

Per un gioco del destino o una regola del contrappasso, portato via da quella sua intima maledizione. La capacità di leggere attraverso l’anima di un Paese, di saper interpretare i tempi e soprattutto di profetizzare quelli futuri.

Non una semplice caratteristica dell’artista precursore dei tempi, ma ascoltando i brani e le atmosfere fantastiche sembra quasi  un vero e proprio “potere onirico” celato nell’ironia, nel no sense e nel suo malinconico sorriso.
La capacità di dissacrare tutte le vicissitudini storiche del paese con giochi di parole e di suoni, con citazioni e nomi deformati, in un paese dove la razionalità si confonde con l’irrazionalità, il senso con il non senso.

È così che ascoltando il brano “Fabbricando Case”, sembra di sentirlo oggi, sfuggito dal suo destino. Ad urlare cinico le storture di questo paese, la diseguaglianza e la brutalità dell’uomo nella tragedia.

Fabbricando case
Ospedali casermoni e monasteri
Fabbricando case
Ci si sente più veloci e più leggeri.
Sub-appalti e corruzione, bustarelle da un milione.

Così che Rino sembra ancora vivere, denunciando l’ipocrisia di chi sfrutta i momenti di sofferenza del paese per arricchirsi. Con la seconda voce di De Gregori ad accompagnare il brano, sembra parlarci oggi degli scandali della sanità, degli ospedali, scuole e caserme costruiti in fretta e furia per mantenere imperi familiari. In realtà il brano è riferito al caso Sindona scoppiato in quegli anni e alla collusione di una politica che a quei tempi era democratica e cristiana, ma anche ad un Italia che non cambia mai:

Fabbricando case
Ci si sente vuoti dentro il cuore
Ci si sente vuoti dentro il cuore
Dopo vai dal confessore
E ti fai esorcizzare
Spendi per opere assistenziali
E per sciagure nazionali
E ti guadagni l’aldilà
E puoi morire in odore di santità
Fabbricando case

Ad ascoltare oggi sembra ancora vivo e forse perché anche se “neanche al cimitero c’era posto” (cit. La Ballata di Renzo),  per le sue parole nella nostra memoria ci sarà sempre rifugio.

Fonti: Rare Tracce, Ironie e Canzoni di Rino Gaetano. Autrice Silvia D’Ortenzi. Edito SongBook