di Giuseppe Giannavola

Controverso, ambiguo, irriverente, provocatorio, offensivo per qualcuno. Geniale, intelligente, creativo, idolo per altri. La figura di Giuseppe Veneziano sembra non concedere compromessi. O si ama o si odia. Ma non è forse questo l’obiettivo di un artista? Stimolare riflessioni, accendere dibattiti, suscitare emozioni e provocare reazioni delle più disparate, senza pudori, filtri e maschere di alcun tipo.  Veneziano esegue  perfettamente questo compito. Le sue opere suggestionano  il pubblico con immagini che non passano inosservate. Non potrebbero. Per l’uso dei colori forti e sgargianti, delle figure rappresentate, tra icone del mondo fantastico e simboli della vita reale. Mescolate, intrecciate tra loro, decontestualizzate e rese uniche. Il risultato? È da vedere. Senza timore di farsi coinvolgere e trascinare in un turbinio di sensazioni ed esperienze uniche. Veneziano con la sua arte pare essere perfettamente a suo agio  nella società odierna. Dove tutto è fluido, interconnesso, vero e falso allo stesso tempo, dove si fa fatica a distinguere tra eroi e vigliacchi e le relazioni sociali si vanno  componendo e ricomponendo rapidamente. In questo contesto liquido, lui, Veneziano, è un artista vero. Nel significato pieno del termine, perché nella sua arte, ha raggiunto l’eccellenza.

Giuseppe Veneziano con una delle sue opere
Fabrizio Marino e Giuseppe Veneziano